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EDIZIONI RITMO - CALTAGIRONE

VIALE PRINCIPESSA MARIA, 29 – 95 41 CALTAGIRONE

 

LA STORIA

 LOGO RITMO

 

 

Spesso ci sono delle realtà che si accettano senza stupirci per nulla del fatto che siano realtà sbucate fuori da chissà dove e di cui mai si era sentito parlare prima di un certo giorno.

Per molti collezionisti dell’epoca (seconda metà degli anni ’60) scoprire che quasi dal centro della Sicilia partissero iniziative tipografiche legate al mondo della figurina e con uno sviluppo distributivo a carattere nazionale deve essere stato quasi uno shock, soprattutto scoprendo che non si trattava di iniziative pseudo parrocchiali magari dedicate ai fregi dei carretti siciliani o a collezioni di pupi, ma di particolari e complete “invasioni” nel campo dell’editoria sportiva per ragazzi.

Sappiamo benissimo che nelle regioni del nord specie Piemonte e Lombardia c’è da sempre la maggiore concentrazione di editori legati al mondo della figurina, cui non è da meno la Liguria dove però la figurina non è invenzione editoriale ma prodotto abbinato a grandi industrie (Mira Lanza, Elah, Agnesi) con produzioni lasciate poi, pur mantenendone il controllo, nelle mai di “terzi” sviluppatori), quindi una situazione ricca di proposte importanti ma priva di vera e propria capacità tipografica e inventiva, caratteristica invece delle ditte piemontesi e lombarde, vere e proprie “Case editrici”, con un unico prodotto da vendere, la figurina.

Abbiamo visto come poi territorialmente le cose siano evolute con l’importantissimo polo editoriale romano cui a contorno troviamo diverse iniziative a Bologna e Firenze e Pescara, poi a mano a mano che il fenomeno si allargava troviamo importantissime esperienze portate specialmente in Puglia dalla Nuzzi di Bari, dalla A.G.B.B. di Foggia.

La prima serie della Ritmo ad entrare, quasi si soppiatto, nelle mani dei collezionisti italiani di figurine fu la Serie con album “Cantanti di successo” datata 1965 cui fece seguito, sempre con album la particolare serie del 1967-68, se vogliamo persino pretenziosa per essere quasi un’opera prima in generale ma assolutamente un esordio nel difficile mondo delle raccolte sportive, adottando addirittura le figurine autoadesive (solo per gli scudetti e stemmi, non per i calciatori), che nel 1967 ancora erano iniziativa per pochi editori, cui fece seguito una nuova pubblicazione pensata e realizzata sul medesimo progetto della raccolta di esordio, a ribadire che l’idea era stata vincente e la si doveva replicare.

Particolarissima, poi, l’idea di commercializzare in maniera separata, con bustine differenti le figurine dei calciatori e quelle degli stemmi e degli scudetti della serie, una iniziativa commerciale mai provata prima da nessuno e credo mai più replicata, anche perché con molta probabilità la scelta del doppio pacchetto era dovuta proprio al costo maggiore delle figurine autoadesive rispetto a quelle da incollare dei soli calciatori.

Sempre nel 1968-69 la ritmo diede vita ad una raccolta calcistica senza album denominata “calcio dollari, una idea già vista ed emessa per la prima volta dalla Edis e da varie edizioni del napoletano (SANTI).

Nel 1969-70 la Ritmo decisa di produrre una serie di figurine cartonate piuttosto particolare perché cartonata, abbastanza dimensionata, praticamente monocolore e senza album, una serie anche graficamente tutta da studiare perché con soluzioni grafiche abbastanza discutibili che vedremo nel dettaglio in sede di presentazione della serie.

Nel 1970-71 la Casa editrice strinse molto i suoi progetti realizzando una serie di figurine piuttosto oblunghe, piccole con doppia riquadratura e, senza album che l’anno seguente (1971-72) praticamente replicò realizzando una serie di grossi scudetti (ciascuno per ogni squadra di Serie “A”) su cui andavano incollate tutte le 12 figurine di quel club.

Questo fu il canto finale del ”Cigno” di Caltagirone che smise di esistere.

Voci, solitamente molto ben informate, ce la danno ancora viva e vegeta, sempre in quel di Caltagirone sotto il nome di “Edizione dei Piccoli 95 041 Caltagirone”, che poi risulterà ancora attiva in quel di Palermo, pur senza, sembra, pubblicare nulla di interessante, almeno sotto l’aspetto delle figurine.

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