L’EDITORIALE DI DICEMBRE 2025
IN MEMORIAM



Come sempre iniziamo con il ricordo che al pari della capacità di progettare il futuro fa di noi quello che siamo nel presente.
Queste due componenti sono come le due ampolle di una clessidra, mentre l’una (la capacità la volontà di progettare il futuro) si assottiglia, l’altra (i ricordi) si va via via sempre più riempiendo.
Progettare il futuro non è solo pensarlo (sarebbe vacuo altrimenti) ma anche cercare di attuarlo, mettendovi volontà ed energia, mentre il ricordo non richiede energia, ma solo la volontà (ecco il fattore comune) di abbandonarsi alla dolcezza o alla tristezza di un ricordo.
Il presente è lì, nel passaggio delle due ampolle, precario, sfuggente, inarrestabile, ma bellissimo.
Questo mese dobbiamo un ricordo a molte persone del nostro passato, in primis cito due personaggi che non hanno figurina ma che al mondo dello sport sono stati legati, anche se in maniera assolutamente differente: Padre Eligio, frate, assistente spirituale del Milan, fondatore di una organizzazione di recupero tossicodipendenti, grande amico di Gianni Rivera e Domenico Morace, giornalista della carta stampata ma anche personaggio mediatico per le sue partecipazioni ai talk show sportivi televisivi..
Tra le nostre figurine ricordiamo Roberto Corradi, che ci ha lasciato il primo novembre, classe 1938, difensore, che ha avuto la parte più importante della sua carriera nel Foggia e che ricordiamo con la bella figurina della FIDASS 1965-66;
Il 5 novembre ha salutato la vita Mario Manera, classe 1947, difensore che ha vestito le casacche di Reggiana, Brescia, Cagliari, Genoa e Atalanta, chiudendo poi nel Piacenza con il calcio professionistico.
Lo ricordiamo con la figurina da ritaglio del Corriere dei Piccoli 1969 con la maglia del Brescia.
Fatidico è stato il 6 novembre per Filippo Regni, classe 1936, difensore, dopo gli inizi promettenti nell’Arezzo, coronati dalla convocazione nella nazionale per i Giochi del Mediterraneo del 1959 che gioca da titolare, passa al Messina dove però, pur restando 4 stagioni colleziona solo 20 presenze a causa di infortuni o gravi o ricorrenti, chiudendo la carriera nel Gubbio, squadra del suo paese natale.
Ricordiamo questo calciatore con la figurina, in maglia Messina, della straordinaria serie della Carlo Vidali di Roma.
Il 16 novembre esce definitivamente dalle scene e dal campo della vita , Giordano Colausig, classe 1940, attaccante, che dopo gli inizi nel goriziano passa alla Triestina per poi raggiungere appena ventunenne il Lanerossi Vicenza con il quale gioca 5 stagioni, per essere ingaggiato dalla Roma dove gioca un discreto campionato tanto che lo cerca l’Inter che però lo gira subito in prestito al Brescia dove si mette comunque in luce malgrado la retrocessione in “B” delle rondinelle.
L’anno successivo passa alla Juventus che a novembre lo cede al Genoa in Serie “B” e nel 1970 raggiunge il Perugia dove gioca un triennio in serie “B”.
Ricordiamo questo protagonista con la figurina Fidass 1965-66 con la maglia del L.R. Vicenza.
Hanno scelto loro il 17 novembre come data per andarsene insieme, come avevano vissuto per tutta una vita, le gemelle Alice ed Ellen Kessler, classe 1936, soubrettes, famosissime in Italia, dive del piccolo schermo e delle più importanti trasmissioni di varietà del sabato sera televisivo italiano.
Le ricordiamo con le due belle figurine della Serie V.A.V. “Artisti del cinema” album giallo.
Il 21 novembre ci ha lasciati Ornella Vanoni, classe 1934, milanese, cantante, attrice, una delle voci più significative e belle della musica leggera italiana, talento poliedrico dal timbro particolarmente delicato, grandissima interprete, amatissima dal pubblico, considerata icona della musica moderna italiana.
Innumerevoli i brani che porta al successo, sia di carattere allegro come molti pezzi di origine brasiliana che di carattere più intimo tra cui interpretazioni bellissime e intense di capolavori di grandi compositori tra cui Gino Paoli.
La ricordiamo con la piccola ma intensa figurina della serie “Vedettes” della Perfetti.
Il 25 novembre ha salutato il suo e il nostro mondo, Lorenzo Buffon, classe 1929, portiere, di grandissima classe con annate storiche nelle più importanti società di calcio italiane, specie nel Milan dove milita per 9 stagioni (dal 49-50 al 58-59) per poi passare per una sola stagione al Genoa che lascia per accasarsi all’Inter dove gioca per tre stagioni per passare poi alla Fiorentina nel 1963-64, ultima sede di calcio professionistico.
Col Milan ha vinto 4 scudetti, vincendo il quinto con l’Inter.
Conta 15 presenze con la maglia della Nazionale.
Lo ricordiamo con la sempre verde figurina SIDAM 61-62 con la maglia dell’Inter.
26 novembre si è spento, Franco Loriga, classe 1936, centrocampista, che, con la maglia della sua città, il Cagliari giocò 4 stagioni di cui 3 in Serie “B” ed una in Serie “C”, chiudendo la carriera con un ulteriore quadriennio alla Torres in serie “C”.
Lo ricordiamo con la figurina 223 della Serie V.A.V. “Figurine Calcio” 1957-58.
…
Sic transit gloria mundi
Infine, consentitemelo, voglio ricordare non una persona vista dentro uno schermo televisivo o dagli spalti di uno stadio, ma una persona vera, conosciuta, dolce e molto esperta delle “nostre” cose che ci ha lasciato in questo mese di novembre: Piero “Beppe” Sinigaglia, tifosissimo del Toro che, delle figurine della sua squadra, era un collezionista di prim’ordine.
Mi dispiace molto che se ne sia andato; era già sofferente e debilitato da gravi problemi di salute ma ha trovato ulteriore conforto e compagnia nelle sue figurine di cui aveva cominciato a disfarsi da un po’ di tempo, forse sentendo la prossimità della fine.
Ciao Beppe, un caro saluto, ora che sei lassù, certo rivedrai all’opera i tuoi del grande Torino e ti sentirai beato con la loro compagnia.
Alla moglie e al figlio che ho conosciuto una decina e più anni fa ad una mostra a Reggio Emilia, che lo hanno amorevolmente assistito sino all’ultimo respiro, una piena e solidale partecipazione al loro dolore.
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IL TEMPO CHE VERRA’
Venti di pace sembrano spirare nell’est Europa martoriato da una guerra di conquista territoriale dove un disimpegno americano alternante “un giorno si ed un giorno no” non fa altro che ringalluzzire le forze di Mosca che non hanno certo brillato in questo conflitto, bloccate come sono dai valorosi Ucraini, su posizione neppure troppo avanzate.
Non so come le cose si svilupperanno, ma è certo che non prevedo tempi brevi e non prevedo una pace sicura che duri.
L’Europa sa bene che se cede a volontà di chiudere il conflitto in maniera punitiva verso Kiev, darà alla Russia motivazioni e certezze che ciò che si è fatto con l’Ucraina è facilmente, anzi ancor più facilmente ripetibile verso le repubbliche ex Sovietiche del Caucaso dove è anche complesso portare eventuali aiuti.
Non so, sarebbe interessante una analisi strategica su che cosa potrebbe succedere se l’Europa mandasse suoi contingenti come ausilio alla difesa dei confini originari tra i due Stati.
La Russia non ha la forza di contrasto sufficiente a reggere Francia Regno Unito, Italia, Germania, Spagna, Polonia, Svezia ecc. in una guerra ad oltranza mirata però all’interno dei confini ucraini invasi e l’uso di armi atomiche sarebbe da escludere perché le hanno entrambi.
Con certi pazzoidi mostrare i muscoli può essere pericoloso, ma da diverse dichiarazioni russe mi sembra che il Cremlino sia più spaventato da questa possibilità che spavaldamente rivolto verso una reale capacità di mantenere ciò che si è preso, ma che si vuole ancora prendere, con la forza.
Molto dipenderà dagli americani.
20 giorni fa, col piano di pace in 28 punti, si stava maturando il più vigliacco dei tradimenti, inaccettabile da chi si fa vessillifero dei valori della democrazia e dei diritti dei popoli nel mondo.
Una spartizione del mondo di “margine”, la Groenlandia e Panama agli Stati Uniti, che ora vorrebbero anche il Venezuela, un pezzo di Ucraina ai Russi e Formosa ai cinesi e tutti vissero felici e contenti senza sparare più un colpo.
E’ un tempo di prepotenti e prepotenze, un tempo che non mi piaceva prima e ancor meno mi piace adesso.
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IL NOSTRO SITO
Ben più importante dei dati statistici (che comunque a seguire riporteremo) nel mese trascorso il sito ha subito due importanti trasformazioni, la prima di carattere grafico-operativo che ci consentono una maggiore visibilità soprattutto dai cellulari e uno, importantissimo ma invisibile che è stato l’aggiornamento all’ultima versione del programma su cui il sito è stato costruito e questo senza che ci volessero mesi per realizzare la transizione, come accaduto due anni fa.
L’unico neo è stato che questo cambiamento ha comportato, sino a che non ce ne siamo accorti, la “invisibilità” del sito al sistema di rilevamento per cui dal 14 al 21 novembre abbiamo avuto (ufficialmente) zero pagine aperte anche se il problema era nel rilevamento e non nella possibilità di aprire le pagine.
Pazienza, certamente i dati statistici non rispecchiano la realtà, dato che una settimana di connessioni non registrate è pari a circa un quarto della attività mensile.
Malgrado questo le pagine aperte sono comunque state 7.618 che pongono novembre al sesto posto tra le 11 mensilità sino ad ora considerabili ma, mancando circa ¼ del rilevamento, è possibile immaginare che le connessioni sarebbero state per lo meno superiori alle 10 mila.
Per ciò che concerne le nuove sedi da cui ci si è connessi ecco le due classiche tabelle per le sedi italiane:
CASSANO ALL’IONIO | CASTROCIELO | SESSA CILENTO |
FREGENE | VERTEMATE CON MINOPRIO |
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Per le connessioni da località estere sono “rimaste impigliate nella rete” le località riportate nella classica seguente tabella:
CANADA | LETHBRIDGE | GIAPPONE | HIRATSUKA |
FRANCIA | CLOYES-SUR-LE-LOIR – ALIX – HIRSON – MAROLLES EN HUREPOIX | U.S.A. | MASSAPEQUA |
U.K. | GILLINGHAM |
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Finalmente delle connessioni dal Giappone e dal Canada anche se quelle dal Canada (a meno di una registrata) sono impulsi non pagine aperte, insomma sono dati che hanno “drogato” il numero dei visitatori non le pagine visitate…
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LA MOSTRA MERCATO DEL FUMETTO DI BOLOGNA
BOLOGNA FIERE SABATO 29 E DOMENICA 30 NOVEMBRE 2025
La Mostra è stata l’evento che si sperava che fosse: una due giorni di ritrovo, di amicizia, di ricerca e di grande, finale stanchezza!
Non c’è niente da fare, malgrado tenuta in un inedito padiglione 21, decisamente migliore dell’utilizzato e un po’ malandato padiglione 32, questi locali non hanno neppure un capello della magia delle vecchie Mostre tenute per anni a Reggio Emilia.
Non si tratta di accoglienza, non si tratta di organizzazione, non si tratta di aspetti logistici, si tratta di fascino, di energia, di ambientazione onirica: poesia dell’evento che si riverbera sui ricordi.
Per i dettagli collezionistici è stata una buona fiera, con disponibilità di figurine e anche di qualche ritorno gradito di pezzi che mancavano, al di là del singolo sporadico pezzo, da parecchio tempo.
Si sono riviste più di qualche Cardmaster, più di qualche Ducale, più di qualche F.I.D.A.-Roma, Cartonate storiche e dalla recuperabilità divenuta, nel tempo, impalpabile.
Ottime pe presenze di figurine sportive degli anni fine ’40 primi ’50, Nannina in testa su tutti e di qualche oggetto di appartenenza sportiva ma non classificabile come figurina quanto piuttosto come gadget sportivo vintage e raro.
L’attigua mostra “Cambi e Scambi”, tradizionale natalizia, ha concorso a questa ricchezza di proposte complessiva valida per il nostro mondo della figurina.
Poi c’è stato l’aspetto della “arteria Amicizia” che corre parallela alla “vena Collezionismo” e che porta sangue buono al cuore e alla mente, perché abbracciare un amico, guardarlo negli occhi e sentirsi legati entrambi da una profonda stima, ci fa comprendere ed appezzare valori esaltanti, che le festività vicine esaltano ancora di più.
Due menzioni di carattere generale vanno all’amico Icilio Montagnini, ottantaduenne, che si è rivisto in fiera e a cui ho dato un abbraccio “urbi et orbi” a nome di tutti perché alla sua collaborazione il sito ha dovuto molto, specie nel primo periodo iniziale in cui ha dato un importantissimo e indimenticato contributo e poi una menzione va a Roberto Riccardi, una persona seria, laboriosa, sempre col sorriso e una disponibilità assoluta, ma anche capace di gesti che ne denotano una profonda onestà morale e intellettuale, un aspetto di valore assoluto che in Lui non avevo avuto modo, sino a ieri, di osservare ed apprezzare.
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LE NEWS DEL MESE
Innanzi tutto è fruibile l’interessantissima Storia delle edizioni Santagostino che avrebbe dovuto esserlo il mese scorso ma poi ne è stata sospesa la pubblicazione perché, nel frattempo, era uscito un libro proprio sulla Santagostino e la sua storia che andava consultato prima di editare.
Una nuova serie calcistica della FIDASS di Serravalle Scrivia “Le figurine dei milioni - calcio 1947-48”, caricature di 11 calciatori delle 21 squadre di serie “A” e di 3 di serie “B” per un complesso di 264 figurine tutte presenti in Gallery delle immagini.
Sempre in ambiente calcistico viene tolto il blocco alle Althea Cremifrutto che ora sono ordinate secondo una nuova classificazione dato che è stata fatta una importante scoperta di un dettaglio non trascurabile per distinguere le figurine dei calciatori grandi riferiti all’annata sportiva 1965-66.
Come sappiamo le figurine del 1963-64 e del 1964-65 non hanno alcuna distinzione di stampa e sono tutte con il retro “ALTHEA” e per distinguerle quelle di una annata dall’altra si deve utilizzare il criterio sportivo.
Le figurine del 1965-66 di cui si ha ancora un panorama di immagini ed un elenco di figurine accertate ancora molto poco sviluppato hanno la caratteristica di avere lo stemma ed il numero stampati direttamente sulla parte di fustella amovibile, mentre resta ancora fustellato il solo piedistallino triangolare.
E’ evidente che, per le figurine prive dello sfondo di fustella non è possibile determinare (a mano della evidenza sportiva) l’appartenenza alla stagione 1965-66.
La situazione è abbastanza complessa ma poi, alla fine è anche semplice.
Ad esempio, la figurina di Traspedini (Juventus) che è stata recuperata senza lo sfondo è una 65-66 per evidenza sportiva dato che questo giocatore ha giocato nella Juve solamente nel 1965-66, ma la figurina di Bandoni (Napoli), recuperata integra ha lo stemma del Napoli stampato e non più fustellato.
Così anche le figurine di calciatori che non hanno mai cambiato squadra, ad esempio Pavinato, possono essere inserite nella 1963-64 e nella 64-65 alla stessa maniera, mentre la figurina di Pavinato con lo stemma stampato e non fustellato è del 1965-66.
Comunque è importante rileggere il nuovo testo predisposto.
Pubblichiamo poi una serie di guerra molto bella ed anche parecchio collezionata di 100 piccole figurine: ”Le mie figurine di guerra” della Gracci & Manzini di Milano nella versione a colori (c’è una più rara serie monocolore verdino-che è decisamente più rara e di cui cureremo nel prossimo futuro la pubblicazione).
Poi all’interno della Casa editrice Maple Leaf Amsterdam pubblichiamo una deliziosa serie datata 1960-61 dal titolo” Football team 1960” fatta tutta con immagini di squadre europee schierate in campo tra club e nazionali (unica eccezione la Nazionale brasiliana vincitrice della coppa del mondo del 1962 in Svezia.
Tra quelle italiane troverete la Nazionale, la Juventus, il Torino…
A completamento di serie già on line ma non complete, pubblichiamo la figurina della Cicogna numero199 di Tontodonati Serie Tuttocalcio 1949-50 senza stadio e la figurina della V.A.V. Serie “Schedina” 96 Tognon e 94 Muccinelli (la prima mancante e la seconda migliorativa).
SU COSA STIAMO LAVORANDO
Il futuro prossimo del sito è ancora denso di novità!
Come sempre buona consultazione!!!!
