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L’EDITORIALE DI FEBBRAIO 2026

 

    dallara        cucchi       ferrario

     cella       canto          menichelli

IN MEMORIAM

La vita è un tempo di trapasso, il trapasso è parte della vita, l’uomo si rinnova, cresce, migliora (?), evolve…

Se non ci fosse il trapasso saremmo ancora con la clava, forse.

Il tempo che ci è dato non va sprecato, siamo ingranaggi di umanità che spingono verso il futuro.

16 gennaio se n’è andato Antonio Lardera, meglio conosciuto con il suo nome d’arte di TONY DALLARA , classe 1936, inizia la sua attività nei locali milanesi, da dove forse non sarebbe mai emerso se non per un fortuito caso della vita che lo vede assunto dalla casa discografica “MUSIC” come fattorino ma che nel breve volgere di qualche mese lo vede primo nelle classifiche italiane col suo 45 giri di debutto (Come primaaaaa, più di primaaaa t’amerooooo) un successo epocale mondiale che lo certifica un big e primo capostipite degli “urlatori”.

Nel 1960 vince il Festival di San Remo in coppia con Rascel con il brano ”Romantica”, poi, abbastanza velocemente, il successo lo abbandona ma resta comunque l’artista dato che si dedicherà alla pittura ritornando a tournee canore prevalentemente estive con le sue canzoni iconiche.

Lo ricordiamo con l’iconica figurina della Supercarta serie ”Nuove Stelle” (album azzurro) numero 49.

Il 19 gennaio è l’ultimo per PIERO CUCCHI, classe 1939, calciatore di ruolo centrocampista, cresciuto nel Torino passa al Varese dopo annuali esperienze al Piacenza e al Savona. .Con la maglia del Varese gioca complessivamente 105 incontri vincendo due volte il torneo di Serie “B”, torneo che si aggiudicherà anche con la Lazio, con cui gioca dal 1967 al 1970 per poi passare alla Ternana.

Chiude la sua carriera nel 1976, trentasettenne nel Derthona.

Lo ricordiamo con la bella figurina della Baggioli Galbani in maglia del Varese.

20 gennaio abbiamo dato l’ultimo saluto a PAOLO FERARIO, classe 1942, attaccante scuola Milan che esordisce in Serie “A” nel 1959 ad appena 17 anni, ma poi viene mandato a maturare alla Lazio e al Monza, per poi rientrare al Milan dove nel biennio 63-65 segna 16 reti.

Chiuso il rapporto con i rossoneri passa a Varese, Cesena, Bologna Perugia ed infine si accasa al Cesena di nuovo dove in tre stagioni realizza 21 reti.

Con la nazionale under 21 ha vinto l’oro ai Giochi del Mediterraneo del 1963.

Affidiamo il suo ricordo alla magnifica figurina della Stef 1964-65 della “Serie dei 100” in maglia rossonera.

23 gennaio si è spento a 86 anni GIANCARLO CELLA, classe 1940, difensore che, dopo gli inizi nel Piacenza passa al Torino (allora Talmone Torino), poi un anno importante a Novara col Torino che lo richiama e con cui giocherà per un quadriennio dal 1960-61 al 64-65 (107 gare e 7 reti all’attivo.

Lascia Torino per Catania e dopo una stagione passa all’Atalanta dove gioca due stagioni per passare ai nerazzurri milanesi con la cui maglia gioca 3 stagioni con 42 presenze all’attivo e chiude la carriera nel 1972 nel Piacenza, dopo 235 presenze in Serie “A” e 32 in “B”.

E’ ricordato anche per essere uno dei soli tre calciatori (per questioni regolamentari riteniamo che questo record rimarrà per sempre imbattuto) ad aver parato un calcio di rigore in Serie “A” quando nel 1961 a Bari prese il posto dell’espulso Lido Vieri tra i pali del Torino, parando un rigore calciato del barese Erba. (per la cronaca gli altri due suoi compagni di “prodezza” sono stati Giovanni Barberis (1935 Pro Vercelli) e Fabio Bilica che, nel 1999, parò un rigore al milanista Sevcenko,

Ricordiamo Cella con la bella figurina della Taver Matic 1962-63 in maglia granata.

24 gennaio ha cessato la sua esistenza terrena BRUNO CANTO, classe 1941, difensore che ha indossato le maglie di Novara (209 presenze e 10 reti) Verbania, Vigevano e Pavia.

Lo ricordiamo con la figurina fotografica da ritaglio del Corriere dei Piccoli 1966-67 in maglia Novara.

28 gennaio il trapasso di FRANCO MENICHELLI, classe 1941,

ginnasta, gloria olimpica, uno dei più grandi ginnasti italiani con 5 medaglie olimpiche in palmares: 1 d’Oro, una d’Argento e 3 di Bronzo, conquistate a Roma 1960, e a Tokio 1964.

Devo dire che a livello di ricerca non ho trovato alcuna delle figurine pubblicate sul sito a lui dedicata esplicitamente, ma considerando impossibile che un atleta di questo nome e fama non potesse essere ricordato qui solo perché, come vuole la regola non c’è una figurina con cui ricordarlo, mi sono messo a cercare all’interno delle figurine dedicate alle olimpiadi e con somma soddisfazione sono stato premiato.

Ricordiamo Franco Menichelli nell’unica figurina del campione romano disponibile (la numero 541 dedicata alla consegna delle medaglia al neo campione olimpico giapponese Aiara edizioni Heco-Roma, figurina, tra l’altro, rarissima) che lo ritrae sul podio della gara di Corpo libero proprio nel momento della consegna della medaglia di bronzo (la figurina è nominata come .541 – Aiara).

“Sic transit gloria mundi”

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IL TEMPO CHE VERRA’

Questo mese, dalla Svizzera  e poi da altre località nel mondo, è venuto un venticello che diceva:

-“Anche se non mi avete (?) assegnato il Nobel per la Pace, ho realizzato altre cose, ad esempio, se venite a Washington adesso nelle aiuole attorno alla Casa Bianca c’è l’erba verde (???) e poi perché dovrei vergognarmi se ho favorito che si ritraesse la famiglia di Obama come una famiglia di scimmie, mica sono un razzista(?) e comunque lo spettacolo del Super Bowl, incentrato tutto su musica portoricana (che è uno stato soggetto ai pieni poteri del Congresso deli Stati Uniti), è stato il più brutto di sempre(?)”…

Ma dove vogliamo andare…

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IL NOSTRO SITO

Chissà per quale imponderabile ragione, gennaio è sempre stato un mese di punta per il numero di connessioni e pagine visitate (nel 2016 e 2017 è stato addirittura il mese con il maggior numero di pagine aperte dell’anno)

In questa circostanza, non potendo sapere del futuro speriamo non lo sia stato dato che le pagine aperte sono state 7.441, per un numero di visitatori di 764 unità, un dato che non entrerà nella storia del sito.

Per ciò che concerne le nuove sedi da cui ci si è connessi ecco le due classiche tabelle:

la prima per le sedi italiane per le sedi italiane:

ANACAPRI

APECCHIO

BALZOLA

CASALE PRIMA PORTA

SIGILLO

che ci fanno registrare cinque nuove località;

La seconda dalle località estere

BRASILE

RECIFE

DANIMARCA

ANSAGER

IRAN

NOVIN

ROMANIA

BORCEA

U.S.A.

TERRA CEIA

FRANCIA

ELLIANT – SAINT PAUL LES DAX – LA BOISSIERE – HENNEBONT – SALCIAC – SENLIS – YERRES – RUGLES – BISCAROSSE – PIERRE - CROSNE

GIAPPONE

YOKOHAMA - ZAMA

Da questa tabella si riscontra un perdurare di connessioni nuove dalla Francia senza precedenti e che non è in linea con i dati storici che questa nazione ci ha sempre consegnato mese dopo mese.

Il trend, tuttavia, nel corso del 2025 ha avuto un calo di circa 20 località sulle 88 del 2024, calo che ci fa apparire più accettabile un dato che comunque si discosta troppo dal valore medio di connessione da quel paese, maturato nel corso di oltre un decennio.

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FIGUCON 2026

DOMENICA 18 GENNAIO

Per ragioni di carattere personale e familiare non ho potuto essere uno dei visitatori di questa fiera, tuttavia ho avuto relazioni da amici e venditori di cui godo della massima fiducia, che mi hanno sostanzialmente riportato una impressione positiva ma non entusiasmante, sia a livello di pubblico sia a livello di novità interessanti, pur con la presenza, “sul campo” all’interno del vecchio “Parco Nord” di Bologna, dei più importanti venditori di livello nazionale.

Comunque e sempre sono iniziative più che positive.

Piuttosto evanescente la iniziativa espositiva tenutasi la settimana successiva a Modena, per cui ritengo di non avere molto altro da dire a commento.

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LE NEWS DEL MESE

UNA QUESTIONE STRATEGICA

Piano piano, giorno dopo giorno, mese dopo mese ed anno dopo anno il meccanismo che il sito aveva scelto, ovvero l’aggiornamento mensile di materiale studiato, ponderato e raccolto ha dato i suoi frutti in termini di immagini, di elenchi, di articoli in cui si è sempre cercato di illustrare, analizzare e spiegare le caratteristiche, le problematiche di ciascuna delle serie che si andavano pubblicando.

Il piano era quello di agire all’interno di due valori spartiacque:

  • “In alto” il 1968-70 come data in cui nel mondo delle figurine fu sancito l’inizio dell’impero delle “auto-adesive”;
  • “in basso” il 1946 come anno spartiacque tra la figurina anteguerra e quella nata dopo la fine del secondo conflitto mondiale (dopoguerra).

Il tutto, naturalmente, con la discriminante di base: ovvero che si trattasse di figurine cartonate e non cartacee.

Va anche detto che il sito non si è mai voluto interessare delle figurine Panini, ad eccezione dell’unica serie pubblicata (ma era una edizione Nannina), malgrado le prime raccolte Panini fossero non autoadesive e non certo cartacee, per la semplice ragione che la Panini, che, come ben sappiamo, è il colosso mondiale della figurina, non avrebbe permesso al Sito di pubblicare le serie sportive e didattiche di quegli anni se non in forma ridottissima e, allora si scelse o “tutto o niente” e, conseguentemente si decise di non pubblicare nulla della Panini.

Ma non divaghiamo.

Allo stato attuale il Sito ha pubblicato già la grandissima parte del pubblicabile all’interno della “fascia dopoguerra” 1946 – 1970.

Certamente manca ancora qualche cosa e qualche cosa manca pur non sapendo che manchi, perché di novità “sconosciute” ne escono fuori a distanza di anni, inoltre più di una serie è ferma in attesa di completamento e questo anche è cosa ben nota e sulla quale c’è sempre una grandissima attenzione.

Ma… “il grosso” è già dentro.

Nel corso di questi oramai quasi 14 anni di aggiornamento continuo, il Sito ha avuto pochissime ragioni per sconfinare oltre lo spartiacque alto (1968-70), pubblicando le code di produzioni vastissime come Liebig, Lavazza e, come faremo tra poco, con le Star Crem e Star Magro che sono state pubblicate quasi alla fine degli anni ’70, come continuità creativa delle attività degli anni ’50 e ‘60.

Molte di più sono state invece le occasioni di sforamento del confine basso, ovvero il 1946 dato che abbiamo pubblicato già diverse serie edite nel periodo anteguerra (Fidass, V.A.V., Pernigotti come esempi di produzione che sono continuate anche nel dopoguerra, ma anche di altre Case Editrici o Serie di figurine esistenti e distribuite esclusivamente nel periodo anteguerra, come Sutter, Gracci & Manzini, Santagostino ecc.).

Sarà perché le figurine anteguerra sono certamente quasi tutte cartonate (spessissimo leggere sì, ma non certo auto-adesive), sarà perché è un mondo vastissimo dove poco è documentato e quel poco lo è perché è stato relativamente facile da documentare in quanto dotato di un album, ma il grosso della produzione anteguerra, a livello divulgativo e mediatico giace in uno stato di abbandono quasi totale.

Qui siamo alla decisone strategica di cui si parlava in titolo.

Il nostro Sito pubblicherà in maniera seria e ponderata quanto recuperato della produzione anteguerra che quindi non sarà più pubblicato in ragione di uno “sforamento” della fascia di interesse del sito ma nel pieno dell’interesse delle finalità sito!

Naturalmente questo comporta una marea di accorgimenti tecnici tendenti a:

  • mantenere separate la zona anteguerra da quella post bellica;

  • mantenere, sin dove è possibile, la suddivisione per “Case editrici”, tenendo conto che diverse case editrici che hanno pubblicato nel dopoguerra erano state attive anche nell’anteguerra;

  • tenere conto del fatto che mentre la figurina post-bellica è, sostanzialmente una figurina in “vendita”, la figurina anteguerra è fondamentalmente una figurina fornita in “omaggio” ovvero non venduta come tale ma solo a supporto di un prodotto che spesso la marcava, ma che ancor più spesso veniva distribuita in maniera anonima, senza alcun punto di riferimento;

  • tenere in considerazione che la stragrande maggioranza delle serie post belliche hanno un titolo, quindi una riconoscibilità presso il collezionista direi … immediata, mentre le serie anteguerra sono quasi tutte prive di titolazione e spesso di argomento simile – specie nelle didattiche – (animali, favole, attori, fiori, ecc. ecc.), per cui bisognerà assegnare a ciascuna di queste una definizione didascalica comprensibile e riconoscibile (là dove possibile), avente caratteristiche di “titolazione” e non di una descrizione prolissa poi fatta diventare titolo o spacciata per “titolo di fantasia”;

  • avere sin da subito la contezza che mentre le serie degli anni ‘40’-’70 , specie nella loro attinenza sportiva, erano dei colossi da 250 ed oltre figurine, le dimensioni delle serie anteguerra raramente (specie nel didattico) superavano le 100 unità e, in maggioranza, erano serie di massimo 24-30 unità, il che complica notevolmente il discorso della riconoscibilità e della titolazione.

Ma come fare quando le Serie un titolo non ce l’hanno e non hanno neppure una casa editrice?

Ecco questo è il “casino” di fronte al quale ci troviamo, ben consci che non ci è consentito partire con il piede sbagliato, perché poi, dovessimo accorgerci, strada facendo, che è necessario modificare questo diventa estremamente difficile e problematico da farsi.

Naturalmente, oltre alle difficoltà imposte dalla natura e dagli argomenti delle figurine ante guerra, c’è la difficoltà tecnica di trovare la soluzione per inserirle in un sito che ha una struttura funzionante, revisionata e conosciuta dai suoi consultatori, senza che questa venga stravolta dallo “Tsunami” anteguerra.

Vi garantisco che già, solo questo problema è ancora un elemento di ricerca e di studio, la cui soluzione definitiva non è ancora stata trovata e la cui “discussione” è, però, allo stato finale e prestissimo verrà scelta, provata testata e infine adottata la strategia tecnica da perseguire.

Per tutta questa serie di motivazioni, queste mese le news non usciranno, tuttavia saranno comunque visibili e consultabili diverse nuove serie che stiamo già (anche se in maniera non ufficiale) inserendo in ambito anteguerra come elementi che ci permettano di testare la fruibilità e la leggibilità del sito in ogni suo aspetto.

Signori, si parte per una nuova avventura, una nuova vasta, grande e importante avventura … ma non dobbiamo cambiare treno, l’indirizzo è il solito!

 

SU COSA STIAMO LAVORANDO

Vedi sopra… il che adesso spiega la frase con cui si era chiuso l’editoriale dello scorso mese: ”Il futuro prossimo del sito è ancora denso di novità!”

Come sempre buona consultazione!!!!

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