DISTRIBUTORE DÌ CHEWING-GUM E FIGURINE CARTONATE
EUROMATIC-RECORD


1. INTRODUZIONE
Questo distributore, la cui realizzazione e produzione è databile nel 1957-58 circa, è un distributore di chewing-gum di forma sferica (le classiche palline colorate) e di figurine cartonate e fu realizzato e commercializzato dalla società Euromatic Record di Roma.
È un dispenser automatico (del tipo meccanico) con movimento a leva.
Con elevata probabilità è il capostipite di tutti i distributori Italiani del genere (figurine + chewing-gum), interamente realizzato in Italia, anche se non rappresenta il principio di una continuità in quanto la tipologia del brevetto non trovò successivo sviluppo nelle realizzazioni successive delle altre case produttrici.
Il brevetto non fu sfruttato neppure all’estero, per cui queste macchine, estremamente affascinanti e particolari, hanno anche il pregio di essere macchine uniche progettate e realizzate da una sola ditta.
Rappresenta quindi un quasi unicum nel panorama dei distributori di figurine e dolciumi e, proprio per questo è un elemento cardine del processo di sviluppo di tali tipologie di dispenser.
Il distributore poteva essere fissato alla parete, od appoggiato ad un’idonea base metallica, di cui l’esemplare in presentazione è però privo.
Da quanto si arguisce leggendo il testo riportato su di una cartolina postale della lotteria di Monza dell’epoca, il dispenser potrebbe essere stato oggetto tanto di cessione in comodato d’uso quanto di cessione a titolo permanente, anche se sono molto orientato a credere che pochissimi furono i commercianti (edicolanti e baristi) che scelsero di acquistare il distributore e che alla fine questo rimanesse sempre di proprietà della ditta produttrice mentre all’esercente spettava il compito del “ricovero” di sicurezza ovvero di inserirlo all’interno del proprio esercizio commerciale (solitamente edicole, chioschi e tabaccai) ed a rifornirlo esclusivamente con il materiale (figurine e cicche) fornito dalla casa.
In ogni caso escluderei l’ipotesi di una gestione diretta e affidata ad una ditta specializzata, cosa che avrebbe comportato la sistemazione del dispenser anche in posti privi di un controllo diretto “de visu” da parte del gestore.
Ciò in ragione del fatto che i dispenser non erano delle casseforti (non era pensabile di lasciarli semi incustoditi) e che avevano bisogno costante dell’intervento del gestore sia per risolvere piccoli problemi di funzionamento (inceppamenti delle figurine, principalmente) sia per assicurarne “l’integrità”, specie dai maltrattamenti che ragazzi vogliosi di gomme senza spendere erano spesso soliti infliggere a queste povere e fragili macchine.
2. GENERALITÀ
Questo dispenser è realizzato in materiale metallico (comune ferro) verniciato con tecnica martellata (comune dell’epoca, fino all’inizio degli anni 80), una tecnica non semplice e che ha sempre dato grattacapi ai restauratori dilettanti.
In ogni modo la scelta fatta dalla ditta produttrice con l’adozione di tale tecnica costruttiva evidenzia scelte di prima qualità e la volontà di creare un prodotto non solo bello ma anche robusto e funzionale
Il modello in questione ha colorazione grigia, ma probabilmente ne furono prodotti esemplari in altre varianti di colore, certamente in color ocra, come dimostra la cartolina pubblicitaria, ma abbiamo prove di colorazioni oro, rosso e blu

Le dimensioni sono: altezza 80 cm, larghezza 25 cm, profondità 25 cm.
Il peso a vuoto era di circa 18 kg.
Il pannello frontale è completamente rimovibile e si presenta come un vero e proprio coperchio frontale, fissato alla struttura portante attraverso una serratura a chiave presente nella parte inferiore del distributore.


3. IL PANNELLO FRONTALE - DESCRIZIONE
Per comodità descrittiva analizzeremo il pannello frontale suddividendolo in tre parti: superiore – centrale – inferiore.


A. PARTE FRONTALE SUPERIORE
Sulla parte frontale del distributore è presente una ampia “finestra” a sviluppo verticale che percorre il pannello frontale per poco più della sua metà, dotata di cornice in materiale metallico, trattato in maniera differente rispetto a quello del pannello di cui fa parte e fissato al pannello con viti invisibili dall’esterno, divisa verticalmente in due parti.
Nella parte sinistra, dietro il vetro, la dove sono visibili le tre figurine Euromatic-Record (certamente un esempio “pubblicitario” sulle serie di figurine che il distributore erogava), c’è la lamiera del pannello frontale.
Nella parte destra, invece, dietro il vetro c’è una apertura del pannello frontale che rende ben visibile la camera di contenimento delle palline di chewing-gum, un mondo multicolore, invitante e “dolce” che costituiva una irresistibile attrazione per il potenziale cliente e che, conseguentemente doveva essere messo ben in vista.
A fianco della finestra/vetrina è presente, in verticale, la scritta
Record (in riferimento al nome del distributore/serie di figurine distribuite): essa è realizzata in fusione e a rilievo sulla carpenteria del distributore ed fissata ad esso con delle viti posteriori.

B. PARTE FRONTALE CENTRALE
Nella parte centrale del pannello frontale troviamo, da sinistra verso destra, in ordine:
- La feritoia di espulsione della figurina cartonata (messa in risalto da una freccia in rilievo rivolta verso l’alto);
- Il contatore delle figurine erogate (la cui descrizione vedremo in seguito) posto a sinistra giusto sotto la freccia rivolta verso l’alto e visibile come una piccola finestrina, di dimensioni 2 x 1 cm;
- La bocchetta di espulsione del chewing-gum a pallina la qual è protetta da una finestrella in materiale plastico trasparente con stampato in colore giallo/oro la scritta “grazie”, avente lo scopo di evitare che la pallina di chewingum erogata, rotolasse per terra.
- La bocchetta di espulsione chewing-gum è messa in risalto da una freccia in rilievo rivolta verso il basso;
- La leva di erogazione posta all’interno di un cartiglio a rilievo dotato di feritoia verticale per permettere il movimento della leva stessa;
- La fessura di introduzione della moneta (in alto).
Tale fessura è all’interno di un “gettone” metallico a rilievo con scritta “l. 10” al di sotto della quale è presente un cartellino di plastica giallo con la seguente scritta in rilievo rosso: “attenzione, introdurre 10 lire attendere 3 secondi prima di abbassare la leva”. Questa descrizione è una breve linea guida (offerta al pubblico) sul funzionamento del distributore.
C. PARTE FRONTALE INFERIORE
Nella parte inferiore del distributore, da sinistra verso destra, sono presenti in ordine:
- Un vero e proprio foglietto istruzioni, protetto da una copertura in materiale plastico trasparente di cui tratteremo ampiamente più avanti;
- La piccola bocchetta di espulsione monete “non buone”, come dice il foglio istruzione, cioè le 10 lire scartate dal distributore perché evidentemente troppo rovinate e quindi non idonee ad entrare nelle guide del meccanismo delicato del distributore, oppure le rondelle metalliche che non mancavano mai, messe dai furbi dell’epoca le cui mamme erano e sono perennemente incinta!
- La targhetta metallica nera posta al di sotto della bocchetta di espulsione delle monete “non buone” (di dimensioni 5,5cm x 2 cm circa) con la scritta Euromatic – la sede legale della casa editrice alias costruttrice del macchinario, la matricola del distributore (il cosiddetto serial number) n.0081 (uno dei primissimi), e il numero del brevetto.

La parte posteriore del pannello frontale è importantissima perché ad essa sono collegati elementi essenziali al funzionamento del dispenser, quale, soprattutto “carterini” e la importantissima placca a “ghigliottina” regolabile.
Come si vede dalla immagine sopra proposta, la finestra reale è una sola quella che consente la visione sul mondo colorato delle praline di gomma, mentre l’altra parte della finestra altro non è che una intercapedine, protetta dal vetro che si apre, appunto tra il vetro ed il metallo del pannello anteriore.
Particolarmente interessanti i due perni in alto che servivano ad “agganciare” il pannello anteriore alla struttura fissa ed il perno centrale, in basso che era l’elemento che veniva imprigionato dalla serratura a chiave e che fissava il pannello alla struttura.
Una cosa importante era la depressione che si nota immediatamente nella quale era ricavato lo spazio per il foglietto di “istruzioni”.
L’esistenza di tale zona depressa permetteva al foglietto “istruzioni” ed alla sua copertura/protezione in plexiglass, un alloggiamento tale da non permettere la fuoriuscita dal filo del piano frontale, questo certamente conferiva al dispenser una aria maggiormente studiata a rifinita.
Questo dettaglio dice anche che, molto probabilmente, la targhetta gialla con testo con caratteri incisi e verniciati in rosso, non era stata prevista originariamente e fu applicata attraverso un collante in un secondo tempo proprio perché l’uso del dispenser era troppo spesso non corretto e causa di bloccaggi, inceppamenti, quando non di ben più gravi rotture.
Un altro dettaglio importante era il dispositivo conta figurine erogate che era posto subito sotto la placa a ghigliottina e che risulta ben visibile nell’immagine
D. ELEMENTI PARTICOLARI DEL PANNELLO FRONTALE
Nel pannello frontale sopra descritto sono allocati alcuni elementi che richiedono una trattazione dettagliata, prima di affrontare la tematica del funzionamento meccanico del distributore:
- Contatore di erogazione figurine;
- Targa nera identificativa della produzione;
- Foglietto “istruzioni”;
D.1.. CONTATORE DI EROGAZIONE
Questo accessorio è un elemento assolutamente non indispensabile e che, difatti troviamo esclusivamente in questo distributore visto che nessuno dei distributori a manovella girevole ne è dotato.
È un accessorio che invece troviamo sempre sulle slot machine sia dell’epoca che recenti.
Non è l’unico particolare che troviamo su questo dispenser che si riallacci al mondo delle “Slot machine” (un altro è la leva che tutte le Slot dell’epoca avevano).
All’interno del capitolo dedicato al funzionamento verrà affrontata anche la meccanica di quest’accessorio.
Questo accessorio è un elemento assolutamente non indispensabile e che, difatti troviamo esclusivamente in questo distributore visto che nessuno dei distributori a manovella girevole ne è dotato.
È un accessorio che invece troviamo sempre sulle slot machine sia dell’epoca che recenti.
Non è l’unico particolare che troviamo su questo dispenser che si riallacci al mondo delle “Slot machine” (un altro è la leva che tutte le Slot dell’epoca avevano).
All’interno del capitolo dedicato al funzionamento verrà affrontata anche la meccanica di quest’accessorio.

D.2. TARGA NERA IDENTIFICATIVA
Anche questo è un dettaglio che, praticamente, non possiede nessuno degli erogatori a manovella, mentre è una costante nelle Slot machine.
La targa è incisa e fa del singolo dispenser un pezzo ben identificabile con il suo part number e rende alla singola macchina la sua identità.
Questo dettaglio fa anche presupporre che le macchine potessero essere anche vendute a titolo definitivo e lasciate quindi in totale e libero uso ai proprietari.


D.3. FOGLIETTO “ISTRUZIONI”
Questo foglietto, ai fini del funzionamento del dispenser, conta come il due di bastoni con briscola a denari, tanto è vero che solo in un secondo momento la casa produttrice dotò l’apparecchio di una seconda targhetta posta in modo molto più visibile, immediatamente sotto la feritoia di inserimento della moneta!
Tuttavia attribuisco a questo piccolo foglio una enorme importanza per svariati motivi.
È certamente un foglio di pubblicità nemmeno tanto occulta (nella seconda parte) che però offre una serie di informazioni “tecniche” importantissime, come spunto di ricerca e di riflessione (vedi la terza parte a seguire) ed offre anche un inimitabile spaccato della società di allora, ancora semplice, genuina, all’antica.
Quella filastrocca “Record, Record mio, dammi la figurina che dico io” è semplicemente meravigliosa, un sonetto di Petrarca, un’ode di Leopardi!!!!
Che spettacolo!!!
Ragazzi, ci rendiamo conto che questo dispenser è veramente un pezzo di storia????
La terza parte del foglio parla di figurine che si potevano trovare all’interno del distributore.
E quì nasce un po’ un problema, vediamo perché e quale.
Il foglietto parla di collezioni che solo parzialmente possono essere attribuite alla Euromatic Record, in altre parole: fantascienza, attori costruzioni sport e non a caso queste quattro serie sono citate per prime.
Poi si parla di navi, armi antiche e moderne francobolli (non risulta una serie di cartonate con dei francobolli a meno di una introvabile serie della Sun chewingum), aeroplani (Sidam, Cardmaster? Le Sidam ancora non erano state editate, mentre le Cardmaster erano di dimensioni assolutamente non compatibili con questo dispenser) poi ancora geografia (?) Costumi e società (?), popoli della terra (Forse le ATD non sportive?), animali, storia d’Italia e meraviglie del mondo (Sidam? Discorso di prima).
Ritengo che, a parte le prima quattro serie di figurine, citate in tabella e certamente esistenti sotto edizione Euromatic Record, tutte le altre serie altro non sono che un progetto editoriale proiettato al futuro e poi finito nel dimenticatoio per ragioni di carattere prettamente economico.

4. FUNZIONAMENTO DEL DISTRIBUTORE
4.1. IL MOVIMENTO DELLA LEVA Di EROGAZIONE
Il dispositivo meccanico del distributore viene azionato da una leva esterna; questa, una volta “sbloccata”, aziona un meccanismo costituito da un albero metallico, rotante, simile ad un albero a cammes, presente nel motore delle automobili.
Una volta introdotta all’interno della fessura la moneta da 10 lire (le monete “non buone”, verranno espulse nella bocchetta di espulsione delle monete non accettate), questa viene incanalata all’interno del distributore in una guida metallica fino a “cadere”, in precario equilibrio, su un’estremità di una vera è propria leva metallica interna.
Il peso della moneta (le 10 lire erano in lega di alluminio e pesavano pochissimo) rompeva il delicatissimo equilibrio della leva metallica interna, alla cui altra estremità è fissato un peso di metallo.
La leva interna è così lunga (lontana dal fulcro) che basta l’insignificante peso di una moneta da 10 lire per far ruotare la leva imperniata che ricordo, all’altro capo ha un contrappeso che blocca la leva.
Basta il” momento” imposto dal peso delle 10 lire per vincere il peso del contrappeso che si solleva e, sollevandosi, esce dall’area dove era tenuto a freno da un impedimento meccanico, liberando, di fatto la leva di erogazione che a questo punto poteva muoversi verso il basso.
È, come si intuisce facilmente, un ingranaggio delicatissimo, nella sua meccanica veramente ingegnosa.
È un meccanismo di precisione ed il dispenser deve essere installato con la livella, altrimenti la leva interna viene sbilanciata ed il “peso” delle 10 lire non è più sufficiente a far alzare la parte frontale della leva col contrappeso, in quanto esso si comporta come una specie di pendolo su una guida e deve stare in perfetta direzione verticale.

4.2. UNA VOLTA LIBERATA LA LEVA DAL FERMO MECCANICO
In condizioni di riposo, cioè senza introdurre alcuna moneta, questo peso di metallo è il padrone assoluto del distributore dato che, grazie ad un fermo collegato ad esso blocca il movimento della leva esterna. Cioè l’utente, senza introdurre la moneta, non riusciva ad abbassare la leva, dato che questa è bloccata dal fermo.
Dall’introduzione della moneta, lo sblocco del meccanismo non è immediato perché la moneta deve scorrere nella guida e deve cadere (come su una giostra a leva per bambini) su una delle due estremità della leva metallica interna. Ecco perché il gestore gli “appiccicò” la targhetta gialla “attendere 3 secondi”: il meccanismo è così delicato ed instabile che occorre che la leva esterna sia sbloccata, prima di abbassarla.
Tre secondi sono una infinità per chi aspetta attraverso una macchina un dolce ed una figurina che ha sognato magari per giorni e così questa smania di aggiudicarsi la pallina e la figurina non dava probabilmente il tempo necessario al meccanismo di sbloccarsi abbassando la leva anzitempo, rompendo spesso e volentieri il meccanismo.
Ecco perché è assolutamente probabile che la targhetta gialla non sia nata con il distributore ma sia stata apposta in un secondo momento dal gestore del distributore che aveva visto troppe volte il distributore bloccarsi.
Una volta sbloccato il meccanismo, grazie alla moneta da 10 lire, è possibile abbassare la leva esterna di erogazione.
A questo punto il movimento verso il basso della leva di erogazione mette ulteriormente in rotazione la leva interna di cui sopra facendo così cadere la moneta all’interno di un raccoglitore di monete, appositamente posizionato sotto alla guida, e, contemporaneamente, comprime una molla (la quale avrà il compito di immagazzinare energia per riportare il sistema di leva ed albero a cammes nella posizione iniziale, una volta che la leva di erogazione avrà fatto tutta la sua corsa verso il basso.
Il moto, trasmesso dalla leva di erogazione nella sua corsa verso il basso, si trasmette ad un albero di acciaio su cui sono collegati, tramite leve e leveraggi, i meccanismi di espulsione delle figurine/chewingum.
In altre parole, senza entrare troppo nei particolari per non appesantire ulteriormente la descrizione, il meccanismo principale del distributore è come quello principale del motore di un’automobile.
Il movimento verticale verso il basso della leva aziona un albero a camme il cui movimento rotatorio (l’albero compie qualche decina di gradi di rotazione) aziona simultaneamente, tramite dei leveraggi, la piastra di espulsione della figurina e la piastra di espulsione della pallina.
Così come avviene nel motore di un’automobile in cui il movimento rotatorio dell’albero a camme converte in movimento traslatorio orizzontale dei cilindri.
Per interpretare correttamente questa foto va considerato che è ripresa dal basso verso l'alto, giusto sotto la colonna delle figurine e delle gomme americane. A sinistra al centro è visibile la piastra di erogazione collegata all'albero a cammes che avanzando spinge la figurina fuori dalla colonna, mentre a destra un'altra leva, sempre collegata all'albero a cammes, apre la feritoia dove, per gravita' scendera' la pallina di gomma.
4.3. ESPULSIONE DELLA FIGURINA
Le figurine erano stipate in senso orizzontale con il lato corto sul davanti all’interno di una colonna metallica che le conteneva (ne poteva contenere tra le 800 e le 1000).
È assolutamente indifferente se la figurina fosse messa sul fronte o sul retro.
L’espulsione della figurina avviene tramite il fenomeno fisico dell’attrito.
La piastra di espulsione riesce per attrito ad espellere l’ultima della colonna delle figurine.
L’attrito è favorito dal peso della colonna di figurine ma anche dal peso di una piastra metallica posta sopra la colonna delle figurine (questa placca è presente e necessaria in tutti i distributori di figurine cartonate) che aiuta a comprimere la colonna stessa in modo che, l’ultima figurina, trovandosi la fessura della bocchetta di espulsione aperta, sotto l’azione della piastra di espulsione sottostante, riesce ad uscire.
Durante la fase finale del suo movimento orizzontale di espulsione della figurina, la piastra di espulsione muove una porticina metallica la quale tende a muoversi verso l’alto scoprendo la fessura: a questo punto, solo una figurina, cioè solo la figurina in diretto contatto con la piastra di espulsione, riesce ad abbandonare il distributore. Questo perché dall’interno del distributore è presente una placca a “ghigliottina” la cui altezza è regolabile tramite un cacciavite.
La placca a “ghigliottina” è regolabile affinché attraverso la sua regolazione possa essere lasciato fruibile, per la figurina in uscita, uno spazio pari alla sola altezza di una singola figurina.
In altre parole la spinta che la colonna di figurine subisce per effetto dell’avanzamento della placca di espulsione è tale per cui, per via dell’attrito indotto, ben più di una singola figurina verrebbe indirizzata verso la feritoia di espulsione.
La placca a ghigliottina ha il compito di raffinare, in senso verticale (per la sola altezza dello spessore di una singola figurina) la spinta conferita alle figurine dal movimento orizzontale.

Nelle due immagini sopra il complicato sistema di apertura della feritoia di erogazione che(figura di sinistra) risulta essere chiusa e forzata verso il basso dalla trazione di una molla. Con il movimento dell'albero a cammes un'asta va a sollevare la placca metallica ad elle che viene spinta in alto (foto di destra). Il movimento della placca comporta l'apertura della feritoia, come chiaramente visibile in foto. Quando l'albero a cammes inizia il suo viaggio di ritorno, "lascia " libera la placca ad elle che spinta in basso dalla molla in trazione chiude la feritoia di erogazione.


4.4. IL CONTATORE MECCANICO
L’albero a cammes di cui sopra, oltre a far scorrere orizzontalmente le due piastre di espulsione della figurina / del chewing-gum, tramite una leva aziona un contatore meccanico (di piccole dimensioni, fissato sul coperchio frontale del distributore) che “conta” le figurine espulse. In altre parole ad ogni fuoriuscita delle figurine, una leva saldata sull’albero a camme va a toccare un interruttore a levetta, parte integrante del contatore che così sollecitato scatta in progressione di una unità, con il risultato che nella finestrella esterna verrà visualizzato il numero di figurine erogate fino a quel momento.
A cosa poteva essere utile tale accessorio?
Il dato fornito poteva servire, soprattutto all’esercente, per vedere quante figurine erano rimaste nel distributore sia al fine di programmare una ricarica, sia di controllare la rispondenza tra entrate ed uscite.
Meno plausibile, ma non da escludere, uno scopo “fiscale”, magari collegato ad una gestione in comodato d’uso.
Tuttavia, al di là di ogni ipotesi, formulo questa personale teoria ovvero che il contatore era un bell’”in più” previsto a livello brevetto a similitudine delle slot machine di cui il dispenser in esame è certamente figlio, un “in più” cui tutti i dispenser progettati in seguito faranno amabilmente a meno.
Ho scritto nella pagina iniziale dedicata al fenomeno dispenser che la ricerca avanzava per dare al dispenser caratteristiche di massima semplicità, affidabilità e minimi costi produttivi e di gestione.
Il contatore è un “in più” progettuale dalla scarsa se non nulla utilità pratica.
4.5. ESPULSIONE DELLA PALLINA DÌ CHEWING-GUM
L’espulsione della pallina di chewing-gum avveniva più semplicemente: per gravità!!!
Il contenitore (colonna) delle palline presenta inferiormente nella parte anteriore (vicino alla parete laterale del distributore) un foro il quale viene coperto, a leva erogatrice alzata, dalla piastra di espulsione della pallina.
Assieme alla piastra di espulsione della figurina, la piastra di espulsione della pallina, durante il suo funzionamento, si muove in avanti fino a scoprire il foro nel fondo del dispenser/contenitore delle palline.
Il movimento del meccanismo è così veloce che dà tempo solo ad una pallina di uscire dal foro. La pallina così scende da una guida metallica ricavata nel coperchio frontale del distributore è va a finire in un raccoglitore anch’esso ricavato nel coperchio frontale del distributore (bocchetta di espulsione del chewing-gum).
4.6. MOVIMENTO DÌ RITORNO ALLA POSIZIONE ORIGINARIA
Dopo avere raggiunto il limite inferiore, la leva di erogazione torna alla posizione originale (alta), grazie ad una molla che dopo essere stata compressa dal movimento verso il basso della leva stessa (fase di accumulazione di energia), farà ritornare la leva verso l’alto (nella posizione originaria), farà ruotare l’albero a camme in senso opposto, e conseguentemente farà ritornare indietro la piastra di espulsione della figurina, e la piastra di espulsione della pallina.
Durante il suo movimento di ritorno, la leva interna collegata alla leva esterna, si ri bloccherà dal fermo collegato al peso famoso precedentemente descritto.
Una volta raggiunta l’estremità superiore, non sarà più possibile riabbassare la leva di erogazione (esterna) senza l’introduzione di un’altra moneta.
5. SOLO LE FIGURINE EUROMATIC RECORD?
Il dispenser/contenitore delle figurine è di dimensioni tali da ospitare figurine di larghezza massima pari a 6,5 cm e di altezza massima pari a 9,1 cm. (sono, quindi, escluse praticamente tutte le case editrici di figurine cartonate avendo quasi tutte figurine di altezza pari a 9,5 cm o più).
A mio parere il distributore in questione era in grado di erogare solo figurine Euromatic Record, come sarebbe logico supporre.
Riguardo alle varie serie prospettate nel foglietto illustrativo annesso alla macchina si fanno nomi di serie di figurine che secondo me altro non sono che serie di figurine che la Euromatic aveva intenzione di produrre nel tempo, quindi mai realizzate.
6. ASPETTI COLLEZIONISTICI
Questo dispenser è bello e piuttosto raro e quindi, conseguentemente attira il vero collezionista di distributori.
Il suo fascino è indubbio e lo emana perché è una via di mezzo tra un dispenser meccanico ed una slot machine di tipo meccanico, a cui si avvicina per tantissimi particolari, dall’impostazione a leva, al meccanismo con albero rotante, al contatore di erogazione alla stessa forma oblunga e voluminosa, al suo funzionamento delicato e preciso.
Certamente è un dispenser che non è stato prodotto in molti esemplari anche perché non idoneo a distribuire figurine non Euromatic e quando la Euromatic smise di essere sul mercato, una volta terminate le figurine disponibili fu quasi obbligatorio riporre in cantina il distributore.
Lo stesso, per la sua estrema delicatezza e per il suo costo che non doveva essere per nulla basso, e per le sue dimensioni fu presto accantonato divenendo già a metà degli anni 60 un pezzo da museo.
Oggi imbattersi in un distributore di questo tipo non è facile e soprattutto non è facile trovarlo integro e funzionante, come il bell’esemplare proposto nelle immagini
A livello valore, dimenticandosi aspetti di tipo “sentimentale” ritengo che un valore stringato del pezzo possa essere comunque superiore ai 500 euro, ma il mio, a questa cifra, non me lo venderei nemmeno dopo essermi scolato una bottiglia di buon Rum “Matuzallem”.
Eventualmente se ne riparlerebbe a cifre sui 2.000 euro o superiori.
Alla fine della giostra, riguardando queste note la domanda che pongo è questa: come una scelta sbagliata crei, a distanza di 50 ed oltre anni, un quasi mito.
Non so se la delicatezza, il costo del dispenser, o l’insieme delle due cose abbia di fatto “affossato” commercialmente la Euromatic Record, oppure se questa fine prematura fu dovuta da altri fattori indipendenti dal dispenser, o, anche in questo caso, da entrambe i fattori, sta di fatto che la bellezza di questa macchina, la sua sofisticata bellezza, direi, nulla potè contro l’ingegnosa strabiliante semplicità dei commercialissimi, praticissimi, copiatissimi e diffusissimi dispenser della Sidam!
PUÒ UNA POESIA AVER LO STESSO DNA DI UNA PROSA?
DIREI PROPRIO DI NO!
IL RECORD E’ COME UNA POESIA!

