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DISTRIBUTORI DI SOLE FIGURINE

 

M. A. - TORINO

 

M A FRONTE

 

Nota di redazione – questo dispenser ha moltissimi punti in comune con il dispenser della ditta Sidam. – Torino modello “Premium”, la cui presentazione sul sito è pubblicata nell’apposito capitolo.

In ragione di tali fortissime somiglianze, il presente articolo riporta, al suo interno, molti argomenti e molte descrizioni che già possono essere trovati nell’articolo del dispenser  Sidam Premium.

Ciò perchè si è ritenuto più giusto che il lettore trovi, su ciascun articolo, tutto quello che gli serve per comprendere, piuttosto che dover far ricorso ad un continuo rimbalzo di  informazioni verso l’altro articolo.

Pertanto ogni ripetizione è non casuale ma voluta.

 

1. INTRODUZIONE

Questo distributore, la cui realizzazione e produzione è databile anno 1958-59 circa, è un distributore di sole figurine cartonate e fu realizzato e commercializzato dalla Società M.A. - Torino.

Non so con assoluta precisione cosa si “celi” dietro le due lettere puntate M. A., ma qualcosa mi dice che M ed A sono due iniziali che non possono non richiamare il concetto di “macchina automatica (di distribuzione – sottinteso).

Questo è un distributore automatico (del tipo meccanico) con movimento a leva rotante.

Il suo funzionamento è piuttosto semplice e lo analizzeremo nel prosieguo della trattazione, mentre quello che ha un po’ di misterioso è il perché questa tipologia di distributori esistesse!

Abbiamo visto che le figurine non erano il “core businnes” delle società titolari della distribuzione, core businnes che era invece rappresentato dal dolciume, solitamente una pallina di gomma americana.

La figurina era un incentivo, un prodotto di accompagno, di costo bassissimo, mentre il dolciume rappresentava il 90 o più% del costo della singola operazione, ovvero le 10 lire di allora.

Ma se questo era vero (ed era vero), perché allora costruire e mettere in servizio dei dispenser che erogavano la sola figurina al costo di una figurina e di un dolciume?

Sinceramente a questa domanda non saprei dare una risposta, una volta accertato che questo distributore, senza alcun dubbio funzionava con le sole 10 lire!

Se il funzionamento fosse avvenuto con le 5 lire avrei giustificato questo tipo di distributori, in quanto fortemente vantaggiosi per il distributore ma anche per il collezionista, fornendogli la possibilità di avere due figurine al costo di 10 lire, piuttosto che una sola figurina ed un dolciume, come avveniva nelle erogazioni dei distributori tradizionali.

Infatti è intuitivo comprendere che se l’oltre il 90% del costo di una operazione da 10 lire fosse stato assorbito dal dolciume, questo voleva dire che una figurina costava al cliente, circa una lira, mentre il dolciume ne costava nove.

Mettere in utilizzo distributori capaci di erogare per 5 lire una figurina voleva dire che con due operazioni (quindi con 10 lire) si intascavano 10 lire erogando un prodotto che abbiamo visto costare al cliente solo ( 1 + 1 ) 2 lire, con un guadagno secco di 8 lire!

Questa era operazione commercialmente comprensibile che si poteva ottenere con un distributore tarato a 5 lire, ma che diventa incomprensibile mantenendo la taratura a 10 lire, ovvero mettendo a disposizione del cliente un distributore che funzionava nel medesimo periodo e nelle medesime zone di quelli a dolciume e figurina, che, di fatto, ogni volta che veniva utilizzato ti “rubava” una gomma da masticare!

E chi sarebbe mai stato quel pollo che avrebbe messo le 10 lire in un simile distributore avendone magari uno dietro l’angolo che invece, per lo stesso prezzo, ti dava una figurina ed una gomma?

Potrei capire se le figurine distribuite con questi dispenser fossero state “d’oro”, ma non lo erano affatto, erano esattamente le stesse distribuite dai dispenser assieme alle gomme!

In effetti, si potrebbe anche formulare l’ipotesi che sì, il costo era di 10 lire, ma che il distributore era però tarato per erogare non una ma due figurine.

Questo sarebbe stato tecnicamente fattibile attraverso due semplici accorgimenti, uno nella placca di spinta (alzando il colletto od il corno posteriore in modo che la spinta in avanti fosse conferita ad uno spessore pari a quello di due figurine, e l’altro accorgimento quello di tarare la “lama” della ghigliottina su uno spessore pari anche questo a quello di due figurine.

Peccato però che l’analisi del dispenser in questione ha rivelato un colletto della placca di spinta tarato sull’altezza della singola figurina ed una regolazione della ghigliottina anche questa tarata sul passaggio di un singolo pezzo!

Il mistero, pertanto resta.

So che qualche distributore di sole figurine era funzionante con le 5 lire, ma in questo specifico caso tale possibilità è negata dalle componenti meccaniche non dalla filosofia!

2. GENERALITÀ

I distributori di questa ditta erano realizzati in materiale metallico (comune lamierino di ferro) verniciato con vernice a fuoco pretrattando il metallo con una spruzzatura di vernice antiruggine non di tipo minio che era rosso cupo, ma con una vernice grigia.

Il modello in questione ha colorazione grigio-verde, ma probabilmente ne furono prodotti esemplari in altre varianti di colore.

Alcune parti a vista erano però, similmente alle parti interne portanti verniciate con la tecnica del “martellato che all’epoca era molto utilizzata per la sua robustezza e resistenza all’usura e perché l’aspetto del lamierino, così trattato, era più quello di un solido pezzo di ghisa piuttosto che quello di un lamierino scatolato di poco spessore.

Troviamo tale tipologia di trattamento, come detto, nelle parti interne portanti ed esternamente sui lati, sul retro e sul “cappello”.


3. LA PARTE ANTERIORE

Visivamente nella parte anteriore possono identificarsi tre aree ben delimitate (dall’alto verso il basso):

  • la finestra di pubblicizzazione del prodotto;
  • la bocchetta di erogazione;
  • la placca della manopola di erogazione con annessa fessura per la moneta.

3.1 La finestra di pubblicizzazione

In realtà dobbiamo immaginare che la finestra di pubblicizzazione del prodotto altro non è che una cornice a rilievo legata alla parte portante del distributore attraverso un incastro (in altro) e due bulloncini a testa levigata (ben visibili nelle foto), fermati da dadi all’interno.

Dietro la finestrella che era dotata di una protezione in plexiglas od in vetro c’era quindi la parete metallica del distributore e le figurine venivano appoggiate ed incollate ad essa con del biadesivo (o doppio nastro adesivo) e poi compresse e fermate dal vetro a sua volta bloccato della cornice.

3.2 La bocchetta di erogazione

Questa era fermata con due bulloncini identici a quelli già descritti identicamente fissati all’interno con dei dadi.

La parte, pur essendo dimensionalmente piccola aveva la necessità di essere perfettamente fissata alla struttura perché un qualsiasi piccolo movimento avrebbe comportato un disallineamento della bocchetta rispetto al piano di erogazione con conseguente bloccaggio della figurina che spinta attraverso la leva a ghigliottina non trovava l’allineamento con la bocchetta di erogazione (nel caso questa non fosse perfettamente allineata col piano.

3.3  La placca della manopola di erogazione

la placca era realizzata in un metallo di fusione in lega ed era di aspetto lucido per via di una cromatura appostavi in maniera elettrolitica.

La placca è però bloccata in modo non visibile su un carter di supporto il quale, a sua volta, è fermato (in alto) al corpo macchina attraverso un fermo meccanico (ancoraggio) ed in basso attraverso un’altra coppia di bulloncini fermati all’interno.

Tale soluzione consentiva nell’ eventualità di un intervento riparatorio della parte meccanica, la sostituzione del solo meccanismo rotatorio senza dover sostituire il carter di supporto che era proprio della macchina e non era soggetto a problematica alcuna.

 

4. LA PARTE POSTERIORE

Il pannello rimuovibile era il pannello posteriore, suddiviso in due parti, ciascuna resa solidale al corpo del distributore da un insieme di ganci e serrature, per ciascuno delle due parti in cui era suddiviso.

Come è visibile da una attenta analisi dell’immagine i due rostri o ganci, ricavati direttamente sulla parte posteriore alta del pannello alto di chiusura entravano nella parte fissa dello scatolato del corpo macchina, mentre i lati del coperchio erano ripiegati verso l’interno di qualche millimetro per potersi andare ad incastrare all’interno del corpo macchina stesso.

Nella parte bassa del pannello alto sono chiaramente visibili altri due punti larghi di ancoraggio alla parte interna del distributore.

In alto sul pannello alto è visibile un foro rettangolare con lati corti molto arrotondati che alloggiava una serratura a chiave per fissare la parte alta dello sportello posteriore.

La parte bassa dello sportello era invece incastrata nel corpo macchina e ad esso saldata attraverso una serratura.

Tale parte di sportello posteriore era quella il cui vano interno era adibita a cassa, poiché lì andavano, per gravità, a cadere i soldi.

Nel pannello posteriore alto sono visibili tre fori ellissoidali lunghi; questi avevano il duplice scopo di permettere a vista il controllo della quantità di figurine contenute all’interno del distributore ed anche la funzione di mantenere una areazione interna che non permettesse all’umidità di risiedere, cosa che avrebbe rovinato le figurine con evidenti tracce di muffa, ma e soprattutto le avrebbe finito con l’incollarle l’una all’altra.

          M A RETRO APERTO         M A RETRO PARTE ALTA RIMOSSA

Nelle due immagini il retro del dispenser. In particolare nella immagine di sinistra il vano portamonete protetto dalla serratura che funge anche da bloccante l'intero carter del retro dove sono visibili le prese d'aria ovali per evitare pericolosi ristagno di umidità.
Naturalmente l'accesso al vano portafigurine si trova in questa parte del dispenser posta superiormente al vano delle monete.

 

5. IL FUNZIONAMENTO

Il funzionamento era piuttosto semplice e robusto.

Il principio era quello di trasformare attraverso ingranaggi meccanici un movimento rotatorio sul piano verticale (la leva di erogazione), in un movimento fronte retro sul piano orizzontale (la placca di erogazione).

Due ruote ad ingranaggi, normali tra loro bastano a trasformare un moto rotatorio verticale in un moto rotatorio orizzontale.

Quando poi sulla ruota orizzontale si monta un eccentrico, collegato alla piastra di erogazione, ecco come un moto rotatorio orizzontale si trasforma in un moto orizzontale che va dal retro verso l’avanti nei primi 180 gradi di rotazione della ruota e dall’avanti verso il retro nella seconda parte della rotazione completa della manopola di erogazione.

Il meccanismo appare estremamente simile a quello Sidam ben illustrato e visibile in foto all’interno della descrizione del distributore “Maxima” della Sidam, ma non identico.

In altre parole il brevetto è il Sidam ma la Sidam non vendette il proprio meccanismo alla M.A. – Torino.

Un particolare interessante è che la placca di erogazione, che scorre su appositi “binari” ricavati dallo scatolamento della base è collegata, con due viti grandi a testa piatta, al meccanismo di rotazione dotato di eccentrico attraverso una contro-piastra che scorre nella parte sottostante alla base di erogazione.

Questo, naturalmente è per conferire una maggiore elasticità e adattabilità nella trasformazione del moto da orizzontale rotatorio a orizzontale retro/fronte/retro.

Difatti se la placca di erogazione è ben salda alla contro-piastra, questa è collegata all’ eccentrico in modo molto lasco, altrimenti il tutto si gripperebbe.

 

         M A PESSI AD H            M A VANO FIG

Nella immagine sopra osserviamo il vano portafigurine con in alto i pesi ad "H" che dovevano comprimere le figurine ed in baao la placca di espulsione dove si nota chiaramente tanto la stessa barra quanto la ghiggliottina per evitare che la spinta della barra potesse far fuoriuscire più di una singola figurina.  Nella immagine di destra si nota che la barra di espulsione è avanzata ovvero ha erogato la figurina e tra poco rientrera' nella sua posizione di riposo .
Interessante notare come la lavorazione "martellata" che da certamente stabilità alla struttura si aposta all'interno della struttura  dove non è visibile ma c'è.

 

 

6. IL VANO PORTA FIGURINE

Il vano porta figurine è realizzato al centro del dispenser ed è caratterizzato da un doppio binario in lamiera scatolata nel quale restano “prigionieri” due parti metalliche di un certo spessore, a forma approssimativa di “h”, aventi la funzione di peso compressore del pacco di figurine inserite.

Lo scopo di tale peso era quello di mantenere schiacciate, compresse le figurine impilate per impedire che le stesse potessero, sollevandosi, impedire al colletto o rostro della placca di erogazione di “catturare la figurine da erogare.

Questi pesi, in altre forme e misure sono presenti in tutti i distributori di figurine, anche i più sofisticati, come, ad esempio il bellissimo dispenser della Euromatic Record - Roma presentato nell’apposita pagina.

Un particolare invece estremamente interessante, che non troviamo nei distributori Sidam, ma che ritroveremo nei distributori “Premium”è una strana placca, piatta dal lato esterno ma rastremata dal lato interno avente un duplice scopo:

- far scorrere verso il retro i due pesi incanalati sui binari, una volta che questi venissero in contatto con la sua rastematura per via della diminuzione dell’altezza della pila di figurine.

Da un punto in poi, più il peso scende, più la rastrematura costringe lo stesso a spostarsi verso il retro;

- fungere da “ghigliottina” per impedire la fuoriuscita di più di una figurina restringendo dall’interno lo spazio libero per l’altezza di una sola figurina.

Questa placca consentiva, quindi, uno spostamento del peso di compressione verso il retro ma solo quando la pila di figurine aveva una altezza di non più di 5 cm (tale è l’altezza della placca rastremata), ovvero quando le figurine stavano per finire.

Tale alleggerimento del peso esercitato sulla parte anteriore della pila di figurine aveva lo scopo di comprimere di più la parte posteriore della pila piuttosto che alleggerire il carico sulla parte frontale, questo perché era nel retro della pila di figurine che si esercitava l’aggancio del colletto o rostro di erogazione ed era quindi sul retro della pila che si sentiva la mancanza, da un certo punto in poi, del peso delle figurine soprastanti, che assicurava in unione con i pesi metallici la necessaria spinta di compressione.

Diminuendo il peso della pila di figurine, bastava spostare verso il retro il peso per garantire una adeguata compressione nel punto dove questa esattamente serviva.

Molto semplice e molto geniale!

Nel complesso il distributore è assolutamente solido e ben realizzato e, pur non essendo progettato per essere una cassaforte, esso appare molto robusto e le parti apribili sono ben protette e resistono ad una operazione di “scasso volante”, visto che i lamierini dei due “sportelli” posteriori sono ben resistenti e ben ancorati al corpo macchina.

È certamente un ottimo distributore di cui non credo la diffusione sia stata poi vastissima, proprio per le ragioni discusse all’inizio di questa presentazione.

 

7. ASPETTI COLLEZIONISTICI

Questo dispenser è bello, particolare nella tipologia solo figurina, di non amplissima distribuzione sul territorio e, conseguentemente piuttosto raro o, se volete, un po’ meno comune di quelli “soliti”.

Questo naturalmente, attira il vero collezionista di distributori.

Il mercato di queste macchine esiste sia su internet eBay sia nei mercatini e nelle fiere.

A volte è facile trovarli incompleti, magari un po’ forzati nelle serrature (le chiavi erano sporgenti al distributore quindi delicate e le prime a perdersi o a rompersi all’interno della serratura stessa) o nel meccanismo di rotazione.

Questo M.A. - Torino può avere una valutazione piuttosto buona se in “perfetto” stato di funzionamento se non di conservazione, ma anche avere valore oscillante per via dell’offerta, della richiesta e del momento storico.

Diciamo che pur senza voler fare testo, un valore corretto può essere tra gli 120 ed i 180 euro, ma non andrei assolutamente oltre.

Devo dire che questa era una valutazione di diversi anni fa e credo che oggi questi siano prezzi quasi raddoppiati anche in funzione del mercato delle figurine che sta vivendo rialzi di quotazione abbastanza folli.

Il distributore in questione, almeno alla data di prima stesura di questo articolo, di proprietà dell’amico Roberto Manaresi di Bologna che ringrazio vivamente per la concessione.

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