DISTRIBUTORE DI FIGURINE CARTONATE
ELAH – GENOVA PEGLI
AGENTE 007

1. INTRODUZIONE
Nella prima metà degli anni 60, a partire dal 1962 con il titolo “Agente 007 licenza di uccidere” esce il primo film sul personaggio creato da Jean Fleming, personaggio di lungo corso, visto che riempie ancora i botteghini dei cinema anche nel 2012 con l’ultima fatica “Quantum of Solance”.
A quella prima esperienza ne succede una seconda nel 1963 col titolo “Agente 007 dalla Russia con amore” ed un terzo “Agente 007 – Missione Goldfinger” del 1964 che consacra definitivamente il personaggio di James Bond.
Sulla scorta della definitiva consacrazione la Elah decide di supportare la vendita di un particolare tipo di gomme americane con l’emissione di diverse serie di figurine di tipo cartonato dedicate all’agente segreto dei romanzi di Flaming e tratte dalle immagini dei film sopra citati.
Sono figurine di dimensioni medie 6 cm x 8,5cm in bianco e nero e poi anche a colori, di cui troviamo sul sito ampia traccia.
L’interessante della operazione è che la Elah decise di distribuire il dolciume e le figurine attraverso un particolarissimo distributore, molto colorato di cui ci apprestiamo a trattare.
Se vogliamo questa operazione delle principale casa italiana produttrice di dolciumi e caramelle è un po’ la risposta alla invasione del mercato dei prodotti distribuiti con dispenser attuata dalla Sidam e dalle altre ditte coeve del periodo.
2. GENERALITA’
Tutti i distributori costruiti prima di questo erano distributori “chiusi” ovvero sigillati attraverso delle serrature a chiave.
Questo distributore, invece è un distributore da banco ed ha la particolarità di essere aperto e di non presentare alcuna serratura.
Il dolciume è alloggiato in una vaschetta ed è recuperabile a mano, mentre le figurine erano contenute in un piccolo caricatore (non più di un centinaio di pezzi) posto all’interno del distributore.
Non c’era vano cassa e neppure possibilità di introduzione di una moneta, ma il pagamento doveva essere fatto a amano direttamente presso la cassa dell’esercente.
Conseguentemente il dispenser erogava la figurina solo dopo aver tirato verso l’avanti una leva e questa operazione non poteva essere effettuata fuori della rivendita ma obbligatoriamente presso il bancone dell’esercente.
Estremamente efficiente il suo richiamo pubblicitario , visto lo sgargiante colore rosso e giallo scelto dalla Elah, con ben visibile il logo, su sfondo nero, dell’Agente 007 con pistola automatica incorporata!
Il dispenser era piccolo e leggero ed anche molto fragile ed era realizzato in plastica colorata, una materia che si stava velocemente diffondendo in quel periodo (ricordate i caroselli della Moplen? oggi chi pubblicizzerebbe una materia plastica, in un mondo fatto tutto di plastica?).
A livello storia del costume questo distributore è basilare perché rappresenta lo spartiacque tra il mondo della latta e del metallo e quello violentemente emergente delle plastiche, che coinvolgerà, in pochi anni, soprattutto i prodotti di largo consumo ed in particolare i giocattoli, dai soldatini alle pistole, dalle automobiline miniaturizzate a quelle a pedali!
La plastica rende il dispenser estremamente leggero e piuttosto corrompibile da mani poco “gentili” e, sinceramente non so dirvi nulla riguardo la sua funzionalità ed efficienza.
Una cosa è assolutamente certa, non costava quasi nulla, tanto è vero che la Elah lo dava al commerciante a titolo definitivo, come fosse un banale espositore, senza pretenderne la restituzione ed imponendo, come vedremo in seguito che venisse utilizzato per la diffusione del solo prodotto Elah originale.
Le sue dimensioni erano particolarmente contenute, visto che rinunciava a quasi tutti i dispositivi di erogazione automatici ad esclusione della leva di espulsione della figurina e di protezione.
Sostanzialmente esso era costituito di tre parti che chiameremo parte superiore, parte centrale e parte inferiore, contraddistinte da tre colorazioni differenti della plastica: la parte alta era di plastica trasparente, con funzione di contenitore delle gomme americane, la parte centrale di plastica gialla con funzione di base per le gomme americane e di contenitore delle figurine ed infine la parte bassa in plastica rossa con funzione di appoggio e contenete alcuni leveraggi (gli unici) presenti sul dispenser.
Nelle due immagini la parte bassa posteriore del dispenser a cui è stato tolto il coperchietto che si vede al lato e si intravede la scatola contenente le figurine (in primo piano nella immagine di destra) rovesciata e in cui si vede molto chiaramente l'incavo in cui scorreva la leva di espulsione, quella gaialla che si vede all'interno del dispenser nella posizione "carica" ovvero pronta per essere tirata; la leva è la parte gialla più sottile mentre quella gialla più larga è di fatto la placca di espulsione legata alla leva da due viti ben visibile.
3. IL FUNZIONAMENTO
Abbiamo accennato che le “buble gum” erano contenute in un contenitore aperto di plastica trasparente ed erano raggiungibili direttamente “ a mano” dal compratore.
Sopra questo “vano” era realizzata una esposizione di due figurine che si infilavano in due spazi appositi , mentre nella parte frontale del contenitore era stata messa una grossa etichetta adesiva rettangolare recante il marchio e le indicazioni commerciali, che non sto quì a descrivere lasciando tale compito alle immagini.
La parte centrale era costituita da un grosso cubo giallo caratterizzato da un disegno a larghe righe orizzontali (tipo omino Michelin, tanto per capirci), nella parte alta solo parzialmente incavo, così da poter fungere da vaschetta di deposito per la colonna di “bubble gum” sormontante, mentre, nella parte bassa, interna, era di fatto uno spazio dedicato a contenere un “caricatore” delle figurine, realizzato in plastica grigio chiara il cui accesso era ottenuto attraverso uno sportellino in plastica gialla fissato al corpo del distributore attraverso due piedi ad incastro inferiori ed una chiusura garantita da un pernetto moble (alto/basso) che non occorreva di nessun attrezzo per poter essere spostato.
Questo, naturalmente permetteva un rapidissimo accesso al caricatore delle figurine per una altrettanto rapida ricarica.
Nella parte frontale era invece ricavato stampato nella materia plastica di color oro, un gran logo circolare della Elah che era saldato a caldo alla struttura del corpo del dispenser attraverso la fusione di piccole appendici plastiche, posteriori al logo circolare, ed inserite, prima di essere deformate dal calore, in appositi buchi realizzati nel copro macchina.
Tra la parte centrale e la parte inferiore, sul fronte era realizzata la bocchetta di erogazione, niente di diverso da una semplicissima fessura orizzontale ricavata dalla non accostabilità in quel punto delle due strutture che si saldano proprio lungo quel “parallelo”.
La parte bassa era quella che fungeva da piede del distributore e da contenitore delle uniche parti del movimento del distributore.
Questo era semplicissimo ed era costituito da una leva di plastica gialla scorrevole su cui era applicata una sorta di placca di espulsione dotata di colletto o rostro posteriore, alto quanto l’altezza di una singola figurina, che ne permetteva l’espulsione.
Nella parte sottostante la leva di erogazione erano alloggiati gli altri elementi costituenti il “meccanismo del distributore che poi erano essenzialmente una molla , collegata da un estremo alla struttura del distributore e dall’altro alla leva di erogazione.
spostando in avanti la leva di erogazione la molla veniva allungata sicchè, rilasciando la leva, la molla aveva la funzione di far rientrare la leva nella sua posizione di riposo ovvero arretrata.
Vi era poi un braccetto metallico imperniato a vite sul corpo del dispenser e dotato all’estremità di un piccolo cilindro metallico con funzione di percussore.
Tale braccetto disponeva di una tacca che veniva intercettata dal movimento della leva di erogazione che lo caricava a molla allontanandolo dalla sua posizione inerziale.
Quando poi la leva veniva richiamata rapidamente indietro dalla molla precedentemente descritta, il braccetto, in virtù della energia caricata nella deformazione, non solo ritornava verso la sua posizione originaria, ma andava oltre conferendo come una “frustata “ che gli permetteva di impattare una campanula metallica che, colpita dal percussore posto al vertice del braccetto, emetteva uno squillante suono!
Con il “din” l’operazione di erogazione era conclusa ed il bambino aveva in mano l’agognata figurina, magari con la favolosa Aston Martin di James Bond!

Nelle due immagini proposte a sinistra la parte del fondo del dispenser Elah in posizione di "riposo" mentre a destra l'immagine riporta il meccanismo in azione. Nell'immagine di destra si nota la leva che si sta muovendo tirando a se la barra di espulsione, la molla che farà poi rientrare la leva nella posizione di riposo ed infine la barra che agganciata dall barra di espulsione solleva il piccolo batoccolo che poi sotto la spinta della molla porterà il batoccolo ad impattare il campanello che rilascerà il classico "din"!!!!
4. ASPETTI COLLEZIONISTICI
Questo è un dispenser atipico, molto particolare ed è certamente un oggetto che in una collezione seria non può non esserci.
Non sono particolarmente amante di questo dispenser/espositore, ma per aspetti di contorno e personali, eppure sono il primo a sostenerne la immancabilità, all’interno di una collezione di distributori, che sia fatta con cura storica e con serietà da ricercatore e collezionista, piuttosto che con il modo di vedere di chi desidera possedere alcune “macchinette” “vintage” anni ’60 e niente di più.
Questa è una “macchinetta” a tutti gli effetti, anzi una “macchinetta” erogatrice che rappresenta una svolta epocale di cultura sia di vendita che costruttiva e di costume.
A livello collezionistico la sua reperibilità è piuttosto scarsa, soprattutto di esemplari in perfetto stato di conservazione.
L’oggetto, le cui immagini sono riportate su queste pagine, è (forse era dato che dalla data di realizzazione di questo articolo sono passati quasi 12 anni) di proprietà della ditta Giovanni Masino che lo commercializzava all’epoca su eBay ad una cifra secondo me un po’ troppo elevata, visto che era quotato 1,200,00 euro.
Ovvio che il mercato può offrire diverse altre opportunità da scoprire……
